L’uomo che nasce dalle ceneri dell’uomo

L’uomo che nasce dalle ceneri dell’uomo

Brano tratto da “ Il mito del superuomo” di Selene Calloni Williams

“Forse che vi consiglio di uccidere i vostri sensi? Io vi consiglio l’innocenza dei sensi” Nietzsche “Così parlò Zarathustra ed. Adelphi p. 59
“Quando soffro di dolore, di dispiacere o di sventura, dico: ‘Così, vecchio Compagno di giochi, ricominci a maltrattarmi?’ E mi siedo per godere il piacere del dolore, la gioia della tristezza e la fortuna della sventura; allora Egli si vede scoperto e porta via i Suoi fantasmi e i suoi spauracchi”. Sri Aurobindo “Pensieri e Aforismi” ed. Arka p. 341.

Ma pensiamo pure al superuomo come a una creatura del nostro futuro. Sia che vogliamo pensarlo in un futuro immediato, sia che, per maggiore prudenza, preferiamo spostarlo in un futuro remoto, il superuomo pare destinato a nascere da ciò che l’uomo ha tentato di curare: dal crollo del mito della guarigione e della reintegrazione. La guarigione olistica, cioè totale, e la reintegrazione dell’individuo equivalgono al morire dell’individuo stesso.
Nel mondo della ratio aristotelica splende sempre il sole, la notte è tenuta rimossa altrove. Quello che si conosce è evidente e quello che non si conosce si conoscerà. Non può esistere una vera terapia olistica, cioè integrale, in questo mondo.
Il sacro è oscuro e selvaggio.
L’arte della conoscenza e della guarigione di sé devono pensarsi alla luce del crepuscolo: l’attimo in cui la luce del giorno e quella della notte si incontrano. La prima condizione affinché ciò avvenga è spodestare la paura e conquistare la dimensione del sacro, del sacrificio di sé. Senza questa dimensione non c’è notte, non c’è luna, tutto resta parziale.

Non è con la ragione che si esce dal mondo della ragione, ma con la fede. La fede non è credenza in un concetto mentale, questa è superstizione, la fede è forza di esistere con intensità, potenza vitale, capacità di respirare profondamente ogni sensazione nervosa senza la paura generata dalla adesione ipnotica alla morale nervosa, meccanica, la quale sancisce una divisione innaturale tra ciò che è bene e ciò che è male.
Salute e malattia, dolore e piacere sono, infatti, i concetti con i quali la mente ipnotizza il corpo e lo tiene al servizio dei propri ideali.

Con la fede l’uomo, rapito dalla mente, ritorna ad essere anche corpo, allora può vivere, morire, godere e soffrire, ammalarsi guarirsi, invecchiare e respirare per davvero, con intensità, anziché limitarsi a pensare di farlo.

Chiunque abbia in sé una malattia da cui non è mai riuscito a guarire o un limite che non ha mai potuto superare è potenzialmente un superuomo, purché rinunci a ogni via per cambiare o migliorare e si consegni alla Madre, la luna, la notte, l’oscurità che ama la luce e vive nello Spirito. Ciò non significa che egli non debba più occuparsi di sé o curarsi, al contrario: deve iniziare a curare se stesso per davvero, prendendosi cura dei numi, divinità e demoni, che lo popolano invitandoli a danzare negli infiniti spazi della propria anima. Così hanno origine una nuova terapia e una vera cultura non dettate dalla logica della paura, ma animate dall’innamoramento e dalla passione per l’esistere. Così nasce l’uomo oltre l’uomo che non soffre quale vittima degli eventi, ma danza se stesso e, innamorato del proprio destino, crea il proprio accadere.

Basta comperare modelli di guarigione, basta acquistare modelli di risveglio. Questo mondo ci appare violento. Esso pretende di curare mutilando, pungendo, ferendo o drogando, reprimendo i demoni e omologando o livellando le menti, questo mondo è guerra tra i popoli e degrado della natura. Questo mondo ha bisogno di individui che si riconoscano in un popolo ribelle. Una ribellione che sia sostanzialmente pace, giacché chi riconosce le diversità è il vero pacifista, colui che non ha necessità di livellare, di ridurre ognuno al comune denominatore, perché non ha bisogno di comandare, né di usare o sfruttare nessuno.

Questo mondo ha necessità di individui che si riconoscano e si dichiarino diversi o, come a me piace definirli, outsiders. Che lo sappiano o no, gli outsiders possiedono ali e per spiegarle e volare devono sentirsi a vicenda, ovvero creare quella forza iniziale di cui la nuova specie necessita per manifestarsi. Gli outsiders, sono nichilisti tantrici, filosofi della prassi, neosciamani, innamorati.

L’avventura rivoluzionaria e spirituale dei nostri giorni va intesa come un‘esperienza contro il potere della morale nervosa che ipnotizza l’uomo e lo vincola a scelte percettive che creano un modello del reale violento: la realtà del Kali Yuga o Età dei conflitti. I modelli di corpo, materia, storia, tutti i modelli del reale creati sulla base delle scelte percettive condizionate dalla morale nervosa, automatica o inconscia, sanciscono i rapporti di potere e le gerarchie sociali e perfino fisiologiche.

Una vera avventura spirituale deve sentirsi libera dal bisogno di potere e deve invece comprendere la potenza, la kundalini-shakti, con la quale si esprime la volontà di esistere con intensità. Dunque, se l’esperienza spirituale servisse, essa stessa, a creare nuove fonti di potere sarebbe fasulla. Il gruppo sparso nel tempo e nello spazio non possiede un leader, non è emanazione di un guru, tanto meno un movimento politico.

Non esiste una sola creatura che possa esprimere il superuomo come un’altra. La molteplicità è il modo in cui la natura si manifesta nella propria femminilità, una molteplicità che non può essere ricondotta all’unità logico-gerarchica della ragione.

“Alla fine e all’inizio l’anarchia è il vero stato divino dell’uomo, ma nella fase intermedia ci porterebbe direttamente al diavolo e al suo regno” Sri Aurobindo “Pensieri e Aforismi” p. 308

Nella fase intermedia, ci appare inevitabile che la potenza umana, nella quale si esprime la volontà di esistere con intensità, crei organismi strutturati, fisici, sociali, culturali, ecc., e crei con la forza data dal piacere che regna per il piacere.

Come l’acqua proviene dall’acqua e si riversa nell’acqua, infatti, il piacere viene da se stesso e verso se stesso muove. Come l’acqua assume vari nomi lungo il proprio percorso: pioggia, fiume, oceano, così il piacere dell’esserci è detto ora esistenza, ora coscienza, ora beatitudine.

Tratteremo più avanti dei chakra e delle loro funzioni nell’esistenza dell’individuo e della collettività, ma qui vogliamo brevemente accennare al fatto che la creazione di insiemi sociali organizzati presiede al potere del secondo chakra, che è il chakra della sessualità. La libera manifestazione della molteplicità naturale non è disordine. Allo stesso modo, l’oltrepassare i vincoli della ratio aristotelica non significa certo rimanere sprovvisti di pensiero, semmai è esattamente l’opposto.

Aurobindo ha definito supermente la capacità dell’uomo di pensare oltre la ragione, di questa facoltà tratteremo a lungo nelle pagine che seguono., Le più alte vette del tantrismo sono là dove la libertà è così estrema che la coscienza sta oltre le definizioni culturali, là vi è pure la teoria dell’eterno ritorno di Nietzsche – che può considerarsi la vetta massima del pensiero filosofico moderno.

Che cosa é un tantrico, dopotutto, se non la gioia stessa che esce dagli abissi della terra quando la Madre sa e sente e conosce la propria unione con il Padre, quando inferno e paradiso, morte e vita, dolore e gioia si abbracciano per darsi uno all’altro nell’amore? Questa è anche la guarigione olistica dell’uomo; nessuna altra può essere riconosciuta come tale.

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