Respirare di più è avere più fede

Respirare di più è avere più fede

Nel suo ultimo libro “Le Carte del Drago Immaginale” l’autrice Selene Calloni Williams scrive “l’ossigeno è una metafora della fede: respirare di più è avere più fede.” Lo scrive in corrispondenza della carta numero 1, la Creatività.

Il respiro è ciò che più di ogni altra cosa ci lega alla vita: possiamo smettere, per un certo periodo, di mangiare, bere e dormire ma non possiamo evitare di respirare se non per pochi istanti. Questo accade perché il respiro è il veicolo del prana, l’energia vitale che sostiene la nostra esistenza.
Inspirare significa letteralmente portare dentro di sé lo Spirito, l’Energia Cosmica ed espirare significa lasciare che questa energia ritorni all’Universo.
Tutto nell’universo respira, tutto è soggetto a contrazioni ed espansioni cicliche; secondo la tradizione yogica l’esistenza del mondo è intimamente connessa con il respiro di Brahma: quando Brahma inspira riassorbe tutto dentro se stesso e l’Universo riposa in Lui, quando espira si esprime creativamente e dà origine a un nuovo Universo.
Il respiro è anche intimamente connesso con le nostre emozioni, con i nostri stati d’animo; il respiro è energia esattamente come le nostre emozioni.

Quando siamo in preda a una forte emozione, ad esempio se ci arrabbiamo o se dobbiamo richiamare tutta la nostra energia per fronteggiare un pericolo, la respirazione tende a diventare più rapida e potente; quando siamo terrorizzati non riusciamo più a respirare: ci manca letteralmente il respiro perché la paura ci porta a chiuderci, a contrarci e ci impedisce di attingere alla fonte dell’energia vitale.
Spesso le esperienze spiacevoli che ci accadono nel corso della vita, e in particolare durante l’infanzia, ci portano a temere la sofferenza e a desiderare di allontanarci dalle emozioni che la provocano; vorremmo “sentire” con minore intensità, quasi come accade sotto l’effetto di un anestetico.
Dato che respirare con totalità significa vivere e sentire in pienezza, il desiderio di difendersi dall’intensità delle emozioni e dei sentimenti implica, a un livello completamente inconscio, l’inibizione della capacità
respiratoria, il “blocco” del respiro a un livello che ci permetta di vivere,
ma senza troppe emozioni. In questo modo, se è vero che soffriamo forse un po’ meno, sicuramente ci precludiamo la possibilità di provare gioia e di realizzare tutto il nostro potenziale di creatività e bellezza.

Se riesci a intervenire sul respiro, improvvisamente ti ritroverai nel presente.
Se riesci a intervenire sul respiro, conseguirai la fonte della vita.
Se riesci a intervenire sul respiro, potrai trascendere il tempo e lo spazio.
Se riesci a intervenire sul respiro, sarai nel mondo
e al tempo stesso lo trascenderai.

Osho


Bloccare le emozioni e impedirsi di sentire richiede l’impiego di una grande quantità di energia, di conseguenza questa energia rimane inutilizzata. Quando attraverso la respirazione profonda e completa riusciamo a integrare le emozioni rimosse, a concedere loro il diritto di esistere, liberiamo moltissima energia che possiamo utilizzare per scopi creativi e per “prendere in mano” la nostra vita.

Voglio aggiungere che il respiro è anche una metafora dell’amore: respirare di più significa avere più amore. Ma chi può separare la fede dall’amore?

Respirare di più significa amare di più lasciando a se stessi e all’altro un profondo spazio di respiro.

Per concludere voglio suggerirti una pratica semplice e potente: siedi in una postura meditativa nobile e dignitosa e rispira profondamente dal naso o dalla bocca, ripetendo mentalmente “inspiro amore” quando il respiro entra in te e “espiro amore” quando il respiro esce da te e torna all’Universo.

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