Il Viaggio Sciamanico e la “Caccia all’anima”

Il Viaggio Sciamanico e la “Caccia all’anima”

Lo sciamano è innanzitutto un guaritore, un medicine-man che aiuta il paziente a ritrovare la propria completezza, a recuperare le energie che ha perduto, a riappropriarsi del proprio potere vitale e creativo. Secondo la visione sciamanica, infatti, qualunque malattia, forma di disagio, insoddisfazione o infelicità compare quando alcune delle nostre “anime” ci lasciano, cioè quando perdiamo il contatto con qualche parte di noi. Il mondo dello sciamano è un mondo magico e poetico; è il mondo della fantasia intesa come potere creativo; perciò lo sciamano si esprime attraverso un linguaggio poetico: non parla di energie psichiche, ma di anime o spiriti. Ognuno degli aspetti che lo sciamano definisce “spiriti” altro non è, in termini più vicini alla psicologia occidentale, che una potente energia psichica con la quale possiamo entrare in relazione se la nostra consapevolezza è sufficientemente sviluppata.

Lo sciamano sa che ogni essere umano è composto di molte parti, di molti spiriti: lo spirito animale, lo spirito selvaggio e guerriero, lo spirito bambino, lo spirito magico, lo spirito logico e tanti altri ancora.
Quante volte tutti noi, nella vita normale, sperimentiamo dei conflitti interiori e ci sembra di non possedere una volontà unica, ci sentiamo divisi, come se in noi esistessero diversi “spiriti” con desideri e bisogni contrastanti? Fino a che non avremo accettato e imparato ad amare, a rendere felice ogni parte di noi non potremo raggiungere lo stato di pienezza e di felicità a cui tutti aspiriamo.
Quando viviamo una vita che non soddisfa le nostre “anime” queste ci lasciano, privandoci di una grande quantità di energia vitale e creativa; a quel punto ci sentiamo infelici, scontenti o ci ammaliamo. Per esempio, se viviamo una vita noiosa, fatta solo di doveri e priva di Gioia il nostro spirito bambino può decidere di lasciarci, privandoci così della sua energia e del suo entusiasmo.

Compito dello sciamano è aiutare il paziente a entrare in contatto con i propri spiriti per ristabilire con loro un rapporto d’amore e recuperare la loro amicizia e collaborazione. Per lo sciamano tutto ciò che esiste è cosciente, dotato di una volontà e di una capacità di dare e ricevere amore; consapevole di ciò, lo sciamano non conosce la solitudine, perché sa che può entrare in contatto con ogni cosa. Egli riceve aiuto dagli spiriti della natura; tutta la natura si allea con lui per poterlo aiutare. Ogni essere vivente collabora con lui perché lo sciamano comunica attraverso l’amore; è innamorato della vita in tutte le sue manifestazioni ed è capace di superare il senso di separazione che lo divide dal tutto: per lui tutto è uno! Lo sciamano è colui che non ha più una storia personale, un’immagine di sé che lo condiziona; infatti ha imparato a disidentificarsi da tutto questo per essere in grado di partecipare alla vita di tutto ciò che lo circonda.

Morte e rinascita

Tradizionalmente lo sciamano diviene tale attraverso un processo di morte e rinascita. Compiendo il processo di morte affronta tutte le sue paure, i suoi limiti, la sua “anima nera”, cioè il lato oscuro di sé e impara a non temerlo, ma anzi ad accettarlo e amarlo. Successivamente la rinascita fa di lui un essere nuovo, dotato di nuove facoltà e di un nuovo e più grande potere; anche il suo corpo rinasce ed è dotato di organi completamente nuovi: tutta l’infelicità, tutte le malattie sono state dissolte dal processo di morte. La sua rinascita mistica gli conferisce anche il potere della visione, la capacità di vedere lontano, oltre il livello della normale consapevolezza umana e l’abilità di “volare” attraverso i diversi stati di coscienza; per questo lo sciamano è spesso simboleggiato da un’aquila: in alcune tradizioni si tramanda che il primo sciamano sia nato da un’aquila.

La trance sciamanica

Lo sciamano opera sempre in stato di trance leggera, non perde mai il controllo di sé e del proprio corpo, e si serve dell’estasi per viaggiare attraverso diverse dimensioni di coscienza. È in grado di ampliare il proprio stato di coscienza e di spostarsi con continuità dal Mondo di Mezzo o stato di consapevolezza ordinaria, al Mondo degli Inferi o subcosciente, al Mondo del Cielo o ultracosciente. Avendo la capacità di viaggiare attraverso le dimensioni della consapevolezza, lo sciamano può guidare il paziente a recuperare le energie relegate nel Mondo degli Inferi dal giudizio mentale del paziente stesso, che classifica queste energie come negative; può anche guidarlo nel suo viaggio nel Mondo del Cielo per recuperare il contatto con le energie considerate luminose, accettabili e desiderabili. Per questa sua capacità di viaggiare attraverso le diverse dimensioni della coscienza, lo sciamano è anche uno psicopompo, cioè un accompagnatore delle anime dei morti. Per arrivare allo stato di estasi lo sciamano si serve di vari mezzi: la danza, il canto, l’alterazione del respiro, il potere creativo dell’immaginazione e della fantasia e altri ancora; tutto ciò che lo aiuta a uscire dalla visione ristretta del suo piccolo Io può servire allo scopo.

Sciamano conosciuto durante un viaggio in Tibet

Tratto da “Meditazione, la riscoperta dell’armonia” di Paola Bertoldi

2 commenti

Gemma Comella Pubblicato il12:22 pm - Maggio 23, 2021

Ciao Paola, quando farai un esperienza del Bardo?
Un abbraccio

Gemma

    Paola Pubblicato il12:29 pm - Maggio 23, 2021

    Ciao cara,
    se hai altre persone interessate posso organizzare un corso. In alternativa posso guidarti in un Bardo in una seduta individuale. Ci scriviamo via mail, ok?
    A presto,
    Paola

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